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SHOP DUCATI Le parole d'ordine della passione sono tante: pompone, Borgo Panigale, bicilindrico, motori, rosso ducati, vibrazioni giuste, desmodromico, racing, musica.
Fondata nel 1926, Ducati sviluppa moto sportive, caratterizzate da motori desmodromici, design innovativo e tecnologia all’avanguardia. La gamma delle moto è venduta in oltre 60 Paesi.
Buon divertimento! |
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Finalmente, dopo una pausa estiva che quest'anno pare sia durata un'eternità, e' rincominciato il flusso delle notizie da parte di Ducati: sono ben contento di mostrarvi la prima notizia del dopo vacanze: la vittoria di NINA PRINZ (giunta in redazione il 28 agosto ma pubblicare una pagina con una sola notizia..... non era il caso no?).
BUONA LETTURA E RICORDATI:FIRMA IL GUEST BOOK !

Y2K DUCATI WOMEN'S TEAM SUL TETTO D'EUROPA
CON NINA PRINZ
Nina Prinz, pilota ufficiale Ducati, ha vinto l’ultima prova del Campionato
Europeo Femminile, guadagnando così il titolo di Campionessa Europea
categoria 1000 Superstock: dopo aver ottenuto il miglior tempo nella giornata delle qualifiche, Nina
non ha avuto rivali in gara, nonostante la pioggia battente, distaccando di
30 secondi la diretta inseguitrice Paola Cazzola;
terza Samuela De Nardi.
E’ la prima vittoria in un Campionato assoluto per il nuovo modello di punta
della Casa
di Borgo Panigale, la Ducati 1098S ed è il terzo Titolo Europeo in due anni
che si aggiudica l’azienda bolognese.
Nella categoria 600, Romana Fede su 749R, dopo una stagione di infortuni,
riesce comunque ad
agguantare un meritato secondo posto assoluto, dietro all’imprendibile
Iris
Ten Katen, a suo agio su uno dei circuiti da lei meglio conosciuti.
Concluso il Campionato Europeo, i prossimi appuntamenti per il team
femminile Ducati saranno il
9 settembre a Vallelunga e il 10 ottobre a Misano con le ultime due prove
del Campionato Italiano femminile, che vedrà l’Y2K Ducati Women’s Team
ancora una volta impegnato con le sue portacolori Nina Prinz e Letizia
Marchetti nella classe 1000 Superstock e Romana Fede nella classe 600
Superstock.

VAI A: FOTO MOTO ITALIANE

S E T T E M B R E D A P A U R A !
DUCATI DESMOSEDICI RR: LA MASSIMA
ESPRESSIONE DELL’ESPERIENZA E DELLA TECNOLOGIA DUCATI
Il sogno di una vera GP replica è diventato realtà e la Desmosedici RR è la
prima moto di serie a poter vantare un patrimonio di tecnologia e
innovazione mutuato direttamente dall’esperienza Ducati in MotoGP. La moto
deriva direttamente dalla Desmosedici GP6 del Team Ducati Corse, la stessa
moto con cui Loris Capirossi e Sete Gibernau hanno partecipato con successo
al Campionato Mondiale MotoGP 2006.
Il design e l’aerodinamica sono fedelissime alla Desmosedici GP6. La
colorazione, l’equipaggiamento, i materiali e la filosofia costruttiva non
lasciano dubbi, così come le prime caratteristiche tecniche del potentissimo
quattrocilindri desmodromico dichiarate dai tecnici di Borgo Panigale: la
Desmosedici RR rappresenta la massima espressione della moto da gara più
estrema, la MotoGP.
La nuova frontiera dell’evoluzione tecnologica Ducati, un sogno che diventa
realtà e che testimonia ancora una volta il coraggio e la passione Ducati,
oltre alla capacità di trasferire l’esperienza e il fascino del mondo racing
a un prodotto destinato anche ad un uso stradale.

LA GENESI DEL PROGETTO DUCATI
DESMOSEDICI: DALLA PISTA ALLA STRADA
Il coraggio, l’ambizione, l’orgoglio, la competenza e la genialità sono
sicuramente gli elementi alla base del progetto Desmosedici. Un impegno
importante e significativo, che ha segnato il rientro di Ducati nel
Campionato Mondiale MotoGP e le ha permesso di ribadire la propria maestria
nella costruzione di moto da corsa a quattro tempi, performanti e vincenti.
Nel 2003 ecco il grande ritorno ai GP, con un progetto iniziato due anni
prima, e sviluppato dal reparto corse di Borgo Panigale. Ducati, pur
confermando l’impegno in Superbike, decide di raccogliere quindi anche
questa sfida, partecipando con il Ducati Marlboro Team al Campionato del
Mondo MotoGP per prototipi a quattro tempi.
“La filosofia del progetto Ducati Desmosedici – afferma Filippo Preziosi,
Direttore Generale Ducati Corse – è rappresentata dalla totale integrazione
tra motore, telaio e pilota. Un concetto fondamentale, che ci ha guidati dal
momento stesso in cui abbiamo deciso di affrontare questa nuova sfida. La
moto ha rappresentato un’evoluzione importante rispetto alle Ducati
Superbike ed è frutto di nuove tecnologie progettuali che hanno permesso di
lavorare in modalità virtuale, ottimizzando i tempi e ottenendo, subito,
risultati significativi. Ducati crede moltissimo in questo progetto che ci
ha permesso di crescere ulteriormente e di trasferire nuove tecnologie a
prodotti di serie sempre più affidabili, performanti e divertenti.”
Inizialmente, i tecnici Ducati Corse avevano preso in considerazione la
creazione di un ‘super-twin’ MotoGP, un prototipo di bicilindrico a V di
ultima generazione, per approfittare dei regolamenti tecnici che consentono
di sfruttare il vantaggio delle moto bicilindriche in termini di peso
rispetto alle quattro, cinque e sei cilindri. Studi approfonditi, tra cui
numerose simulazioni al computer, avevano però indicato che un motore a due
cilindri non avrebbe potuto produrre la quantità di cavalli necessaria
(oltre 230 CV di potenza), senza aumentare eccessivamente i giri. Un
bicilindrico avrebbe dovuto girare oltre 17.000 rpm, richiedendo perciò una
corsa brevissima e un alesaggio molto grande, con i conseguenti possibili
problemi di combustione.
Ducati opta quindi per un motore V4 completamente nuovo, che riprenda la
tradizionale configurazione dei suoi motori bicilindrici a L di 90° e il
comando delle valvole desmodromico. Questa, dunque, la nuova strada
intrapresa: unire la tradizione all’innovazione. Il motore viene chiamato
Desmosedici perché dispone di 16 valvole comandate secondo il sistema desmo,
elemento chiave nella conquista di così tante vittorie in pista da parte
della Casa di Borgo Panigale.
Anche la sperimentata configurazione della V a 90° offre significativi
vantaggi: questa disposizione dei cilindri garantisce, secondo i tecnici
Ducati, l’equilibrio intrinseco del motore, importante per un propulsore che
gira fino a 17.000 rpm, con vibrazioni minime, migliorando efficienza,
meccanica e affidabilità.
Il sistema desmodromico, progettato per Ducati dal mitico Ingegnere Fabio
Taglioni, utilizza bilancieri sia per chiudere che per aprire le valvole, e
ne consente un funzionamento particolarmente preciso a qualsiasi regime.
Questo tipo di distribuzione inoltre, rispetto a quelle tradizionali, in
particolare quelle pneumatiche, da luogo ad una perdita di potenza minima,
soprattutto ai regimi medio-bassi del motore.
Per i primi test del 2002, Ducati Corse realizza due versioni del motore
Desmosedici, una con scoppi a intervalli regolari e l’altra con cilindri
accoppiati a scoppio simultaneo (Twin Pulse). Tuttavia emerge subito che
questa ultima versione sottopone i componenti ad eccessive sollecitazioni,
così si sceglie di utilizzare la prima tipologia di configurazione. In
seguito, per l’esattezza a partire dal Dutch TT di Assen 2004, grazie
all’evoluzione della moto, viene adottata una soluzione a scoppi irregolari,
a vantaggio anche della guidabilità.
Ducati ha sempre puntato all’eccellenza nelle prestazioni anche con scelte
originali e coraggiose, come il telaio delle sue moto. Mentre gli altri
costruttori corrono con diverse varianti del telaio a travi di alluminio, la
Desmosedici è dotata di telaio traliccio in tubolare d’acciaio, simile a
quello utilizzato con grande successo nel Mondiale Superbike. Questo
garantisce un’eccellente rigidità ed elimina le vibrazioni della ciclistica,
un problema particolarmente complesso, che affligge la moderna tecnica
applicata alle competizioni.
Nel maggio 2004, in occasione della magica e coinvolgente atmosfera del
World Ducati Week, il mega-raduno biennale che richiama ducatisti da tutto
il mondo, arriva da parte di Ducati l’annuncio che in tanti aspettavano:
“Abbiamo avviato il processo di sviluppo della Desmosedici Racing Replica!
La “Rossa di Borgo Panigale”, la MotoGP italiana che fa sognare gli
appassionati di tutto il mondo, sarà disponibile e presto in vendita”.
Nasce così il progetto Desmosedici RR e, ancora una volta, fedele alla sua
tradizione e a quello spirito che da sempre contraddistingue ogni singola
scelta, Ducati ha voluto condividere questo emozionante e significativo
momento assieme ai propri fan e al proprio pubblico.
Le prenotazioni arrivano immediatamente e il grande interesse da parte dei
ducatisti fa subito capire che la previsione di trecento moto, inizialmente
stimata dall’azienda, in realtà sarebbe stata superata con estrema facilità.
Il progetto prende forma e dopo soli 5 mesi, il nuovo motore desmodromico a
quattro cilindri ad L è già al banco prova nel reparto R&D Ducati per i
primi test di affidabilità e durata. Il nuovo propulsore affronta le prime
prove “in motoring” e prove “in firing”, volte a testare la durata e la
resistenza dei singoli componenti sottoposti alle sollecitazioni derivanti
dall’elevata potenza che il motore sarà in grado di sviluppare.
Con il contributo di Alan Jenkins, designer della Desmosedici MotoGP, si
inizia a lavorare sull’aerodinamica delle forme e quindi sulla livrea, che
anche da un punto di vista estetico è assolutamente fedele alla moto
utilizzata in pista. La versione definitiva viene presentata al Mugello,
alla vigilia del GP d’Italia 2006. L’unveiling lascia tutti a bocca aperta
per il design particolarmente filante ed aggressivo e per le soluzioni
tecniche applicate: una vera MotoGP, ma in grado di girare anche sulla
strada.
Nel frattempo Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale della Desmosedici
MotoGP, prosegue con i test in pista, collaborando in maniera consistente
allo sviluppo e alla messa a punto finale di questo gioiello di tecnologia e
stile.
Il 2007 è l’anno del debutto della Desmosedici GP7 - caratterizzata dalla
rivoluzione del regolamento che prevede la limitazione alla cilindrata da
1000 ad 800cc - ma e’ anche l’anno in cui la Desmosedici RR e’ pronta a
scendere in pista. Il debutto avviene a Misano davanti ai 50.000 ducatisti
provenienti da tutto il mondo, che hanno animato la quinta edizione del
World Ducati Week. I primi giri di pista spettano di diritto a Vittoriano
Guareschi che fa ruggire il potente quattro cilindri ad L emozionando
pubblico, appassionati e gli oltre 1000 acquirenti che hanno ordinato questa
esoterica moto, invitati ad assistere alla prima uscita ufficiale, per
vedere e toccare con mano il loro oggetto del desiderio.
Nel frattempo all’interno dell’azienda bolognese è stata allestita una
catena di montaggio dedicata esclusivamente alla Desmosedici RR. Tutto e’
pronto per l’inizio della produzione, che partirà ad ottobre, e per
consegnare quindi la moto, la prima unica e vera replica MotoGP, destinata a
celebrare l’era della massima cilindrata (1000 cc) di questa prestigiosa
categoria e a stabilire un nuovo riferimento in termini di tecnologia,
componentistica, prestazioni e stile italiano.

DUCATI DESMOSEDICI RR: SCHEDA TECNICA
Motore Tipo 4 cilindri a L, distribuzione desmodromica con doppio
albero a camme in testa, comando a cascata di ingranaggi, 4 valvole per
cilindro, raffreddamento a liquido
Cilindrata 989 cc
Potenza* 147,1 kW – 200 cv @ 13.800 giri/min
Coppia* 11,8 kgm – 116 Nm @ 10.500 giri/min
Alimentazione Iniezione elettronica Magneti Marelli, 4 corpi
farfallati da 50mm con iniettori a 12 fori sopra farfalla
Scarico Impianto di scarico “4 in 2 in 1” con silenziatore con uscite
a camino
Omologazioni Euro 3
Trasmissione Cambio Estraibile a 6 marce
Frizione Multidisco a secco con antisaltellamento, comando idraulico
Veicolo Vestizione In fibra di carbonio
Telaio Traliccio ibrido in tubi di acciaio, telaietto reggisella
monoscocca in fibra di carbonio, forcellone in lega di alluminio
Sospensione anteriore Forcella Öhlins FG353P 43 mm pressurizzata,
regolabile in compressione, in estensione e precarico; riporto TiN su steli
Ruota anteriore Marchesini, forgiata in lega di magnesio a 7 razze
Sospensione posteriore Monoammortizzatore Öhlins con regolazione in
estensione, alta/bassa velocità di compressione, precarico con attuatore
idraulico
Ruota posteriore Marchesini, forgiata in lega di magnesio a 7 razze
Pneumatici Bridgestone, ant. 120/70 R17 - post. 200/55 R16
Freno anteriore Pompa radiale con leva snodata e remote adjuster;
pinze radiali Brembo monoblocco 4 pistoncini 34 mm; 2 dischi semiflottanti
da 330 mm, spessore 5 mm
Freno posteriore Disco 240 mm fisso, pinza 2 pistoncini 34 mm
Serbatoio In lega di alluminio
Peso a secco 171 Kg /
377 lbs
Strumentazione Cruscotto elettronico con indicatore LCD: contagiri,
indicatore velocità, totalizzatore, 2 Trip, trip fuel, orologio, temperatura
aria, temperatura motore, lap time, gestione immobilizer, spia riserva, spia
indicatori di direzione sx e dx, spia riserva olio, spia neutral, spia
abbagliante, spia diagnosi/MIL, spia dissuasore, spia overrev; completa
visualizzazione degli errori diagnosticati.
Versioni
Colori 2 versioni colore - Desmosedici RR: Rosso GP con tabella bianca porta
numero / Desmosedici RR “Team Version”: Rosso GP con banda bianca laterale.
Versioni monoposto
(*) Dati rilevati in configurazione con scarico aperto.

I NUMERI DELLA DUCATI DESMOSEDICI GP
2003 - Capirossi e Bayliss sono gli autori del fantastico
debutto della Desmosedici nel campionato MotoGP. Tra gli altri risultati, il
pilota italiano ottiene il podio in Giappone alla prima gara della
Desmosedici e una straordinaria vittoria nel Gran Premio di Catalunya.
Ducati conclude il campionato al secondo posto nella classifica costruttori,
mentre Loris e Troy sono rispettivamente quarto e sesto nella classifica
piloti.
2004 - In MotoGP Loris Capirossi e Troy Bayliss riescono a
chiudere in crescendo una stagione difficile, che ha visto comunque i piloti
Ducati entrambi sul podio, a dimostrazione del valore del progetto
Desmosedici.
2005 - Per il terzo anno consecutivo, Loris Capirossi è il
portacolori del team Ducati nella MotoGP e il pilota italiano si aggiudica
due strepitose vittorie nell’ultima parte della stagione, a Motegi e a
Sepang. Il compagno di squadra è lo spagnolo Carlos Checa, il quale sale due
volte sul podio.
2006 - E’ la stagione che conclude il ciclo delle MotoGP 990
di cilindrata e, oltre ad essere la migliore in assoluto di Ducati dal suo
debutto nella categoria, si chiude nel segno della Casa di Borgo Panigale
con una storica doppietta nel GP di Valencia con Troy Bayliss e Loris
Capirossi.
Il fuoriclasse italiano è ancora la punta di diamante della squadra in uno
dei Campionati MotoGP più avvincenti di sempre e, con 3 vittorie su 8 podi
totali, finisce al terzo posto assoluto. Più sotto tono la campagna per il
compagno di squadra Sete Gibernau che, pur dimostratosi velocissimo in sella
alla Desmosedici GP 6, durante la partenza del GP di Barcellona è autore di
uno spettacolare incidente che ne condizionerà tutta la stagione. Troy
Bayliss ha poi scritto un altro splendido capitolo della storia Ducati con
la vittoria nell’ultima gara del Campionato MotoGP sulla pista di Valencia,
dove sostituiva l’infortunato Gibernau.
2007 - E’ l’anno del debutto della nuova era della MotoGP
800cc. La Desmosedici GP7 è caratterizzata dal propulsore da 800cc,
totalmente inedito: più piccolo e compatto e, rispetto all’unità da 990cc, è
caratterizzato da un ordine di scoppi regolari a beneficio della potenza
massima ottenibile e del contenimento dei consumi. Loris Capirossi ed il
giovane talento australiano Casey Stoner sono i due alfieri del nuovo team
Moto GP 2007.
Casey Stoner al suo debutto in Qatar, si aggiudica una vittoria perfetta
conquistando il primo posto in classifica. Dopo un 5° posto ad Jerez, il
giovane australiano vince in maniera autorevole ad Istanbul e, a Shangai,
ottiene la sua terza vittoria stagionale, consolidando la sua leadership nel
campionato. Dopo il 3° posto ottenuto a Le Mans sotto la pioggia e un 4°
piazzamento nel GP del Mugello, Casey vince una gara epica sia in Catalunya
che in Inghilterra sul circuito di Donnington.
Il talento australiano conquista il secondo posto nella nona tappa del
Motomondiale (Assen) e ottiene un ottimo piazzamento al Sachsenring (5°
posto). A Laguna Seca dopo aver dominato sia nelle sessioni di prova che
nelle qualifiche, si aggiudica la pole position e nella gara di domenica
sale ancora una volta sul gradino piu’ alto del podio. A Brno ottiene la sua
settima vittoria stagionale e a Misano, partendo dalla pole position davanti
ad un folto pubblico, si ripete aggiudicandosi ancora una volta il gradino
più alto del podio.
Grazie a 8 vittorie assolute, Casey Stoner comanda il campionato mondiale
nelle classe regina facendo sognare i numerosi appassionati e mettendo una
seria ipoteca sul titolo iridato 2007.
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IL MOTORE DELLA DESMOSEDICI
Con una potenza di 200 CV* a 13800 giri/min e una
coppia di 11,8 kgm* a 10.500 giri/min, il nuovo motore D16RR segue le
linee guida del motore GP Ducati Corse, un vero e proprio capolavoro di
meccanica e di precisione.
Le misure di alesaggio e corsa sono le stesse del D16GP6 – 1000cc
(86x42.56), così come le posizioni caratteristiche dei componenti della
distribuzione desmodromica Ducati (assi di rotazione alberi a camme, centri
dei bilancieri ed interasse valvole), l’inclinazione valvole, l’interasse
cilindri e la fasatura degli scoppi, che rispecchia lo schema softpulse
utilizzato nel motore da gara.
Così come per la MotoGP, la tradizionale distribuzione desmodromica Ducati
garantisce rigorose leggi di alzata delle valvole fino ai regimi più alti,
sposandosi perfettamente con la modernità dell’architettura di questo
quattro cilindri.
Naturalmente, nella tradizione Ducati, viene mantenuto a 90° l’angolo tra le
bancate.
Arricchiscono questa “replica” il cambio a sei marce, che mantiene la sua
caratteristica prettamente racing essendo integralmente estraibile, e la
frizione multidisco a secco con dispositivo meccanico antisaltellamento e
comando idraulico.
La ricerca della leggerezza ed un’implicita attenzione all’affidabilità
hanno portato non solo ad una ottimizzazione nella progettazione dei
componenti ma anche all’utilizzo dei più esclusivi materiali, prodotti
artigianali di derivazione racing.
I basamenti e le teste in lega di alluminio sono fusi in terra, mentre il
coperchio distribuzione e quello alternatore sono in lega di magnesio fusi
in terra, tecnologia che permette di abbinare la leggerezza di queste leghe
alla maggiore resistenza meccanica richiesta per componenti strutturali come
questi. La coppa olio, coperchi teste e coperchio protezione frizione sono
pressofusi in lega di magnesio, tecnologia che consente di realizzare
spessori estremamente contenuti su componenti non strutturali.
Osservando il motore al suo interno, si evidenzia come la ricerca di alte
prestazioni abbia portato all’utilizzo di tecnologie racing, come la biella
in titanio, le valvole di aspirazione e scarico sempre in lega di titanio
con rivestimenti CrN (nitruri di cromo) e trattamenti di superfinitura per
ridurre gli attriti su alcuni componenti come i bilancieri. Anche gli alberi
a camme sono realizzati con forature e fresature di alleggerimento.
Le ruote dentate della distribuzione sono disposte secondo uno schema del
tutto simile a quella del motore GP, con alleggerimenti studiati mediante
simulazioni agli elementi finiti (FEM).
Il pistone presenta la tipica architettura utilizzata nei motori ad elevate
prestazioni, con una doppia travatura delle portate e con una camera di
combustione compatta che porta il rapporto di compressione al valore di
13,5.
L’albero motore, che lavora completamente su bronzine, presenta i perni di
biella sfalsati di 70° per generare la fasatura tipo soft pulse (scoppi a 0°
- 90° - 290° - 380°). Questo componente nasce dalla completa ed accurata
lavorazione meccanica di un grezzo di acciaio stampato. La particolare forma
a cono della zona terminale delle mannaie permette di sfruttare al massimo
lo spazio sotto le portate del pistone ed ottenere un’ottimale equilibratura
del manovellismo.
I basamenti in alluminio, fusi in terra, presentano le canne integrali con
rivestimento nicasil ed il layout di separazione dei semicarter è lo stesso
del motore GP. La pompa olio è di tipo trocoidale (Gerotor) e comanda in
cascata quella dell’acqua.
Sono presenti quattro corpi farfallati Magneti Marelli da 50 mm di diametro
con iniettori a 12 fori sopra farfalla. Per gestire l’iniezione e
l’accensione elettronica del potente propulsore a quattro cilindri è stata
utilizzata la centralina 5SM della Magneti Marelli e cablaggi su linea CAN
ad alta velocità.
I corpi farfallati pur servendo due bancate opposte, si trovano sullo stesso
piano, evidenziando quindi una conformazione dei condotti di aspirazione
molto rettilinei e tuffanti.
Il motore, analogamente a quello GP, fa da collegamento tra il telaio e
forcellone-sospensione posteriore, realizzando quindi un’importante azione
strutturale e di irrigidimento.
Prestazioni da riferimento per questa MotoGP stradale che, in allestimento
racing, ovvero con il kit composto da scarico racing (102 dB) e centralina -
distribuito a corredo con la moto – è in grado di raggiungere i 200 CV di
potenza massima.
La Desmosedici RR con l’impianto di scarico catalizzato, omologato per l’uso
stradale, rientra nei limiti della normativa Euro3.
(*) Dati rilevati con scarico aperto.

I PILOTI DUCATI MOTOGP IN PISTA CON LA
D16RR
La settimana seguente il GP di San Marino, svoltosi sul circuito di Santa
Monica a Misano, i piloti del Ducati Team hanno potuto effettuare qualche
giro di pista in sella alla Desmosedici RR, la prima vera MotoGP replica che
Ducati sta per mettere sul mercato per la gioia dei propri tifosi ed
appassionati clienti.
Una moto esclusiva, unica nel suo genere, esoterica e caratterizzata da un
livello tecnologico altissimo e mai visto sino ad oggi in una moto prodotta
anche in versione stradale. Le specifiche della Ducati Desmosedici RR sono
impressionanti: il cuore pulsante di questa moto è il motore desmodromico
quattro cilindri a L da 989 cc nella configurazione “twin pulse”. Le
caratteristiche tecniche di diretta derivazione GP6 racing, comprendono
basamenti in lega di alluminio e coperchi motore in magnesio fusi in terra
che racchiudono il cambio a sei marce estraibile e la frizione multidisco a
secco a comando idraulico con dispositivo antisaltellamento. Completano
questa replica, contribuendo ai 200 Cv erogati in assetto racing, i doppi
alberi a camme in testa che azionano 4 valvole in titanio per cilindro,
guidati da una cascata di ingranaggi tramite l’albero motore con bielle in
titanio. Soluzione fortemente innovativa adottata dalla Desmosedici RR è
l’impianto di scarico con silenziatore con uscite a camino, completamente
racchiuso all’interno del codone. Il tutto, in assetto standard,
assolutamente in regola con le rigide normative anti inquinamento.
Loris Capirossi, Casey Stoner (vincitore del GP di San Marino e leader della
classifica iridata) e Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale Ducati,
hanno voluto provare la moto, effettuando una serie di giri a testa sul
circuito di Misano, e subito hanno ritrovato feeling e prestazioni
assolutamente familiari, molto vicine alla moto che usano in GP. Frecce e
specchietti, in realtà, tradiscono subito la declinazione stradale di questo
gioiello “made in Borgo Panigale”, ma le sensazioni che si provano alla
guida in pista sono assolutamente racing.
La Desmosedici RR, il cui prezzo è stato
fissato a 60.000 euro, è ormai pronta alla produzione
che, come previsto, comincerà a metà ottobre, iniziando ad accontentare gli
oltre mille fortunati appassionati che potranno godersela su strade e piste
di tutto il mondo.

DESMOSEDICI: IL VEICOLO
Il motore rappresenta il cuore pulsante di questa fantastica moto, ma le
soluzioni riguardanti la ciclistica non sono sicuramente meno significative:
dal caratteristico telaio a traliccio in tubi di acciaio, ad una
componentistica raffinata, alla stupenda carenatura interamente in fibra di
carbonio. Una moto destinata al pilota esperto, sempre in cerca di
performance sportive, un prodotto esclusivo, esoterico, affidabile e capace
di anticipare stili e tendenze delle moto da pista.
La livrea della Desmosedici RR è stata progettata da Alan Jenkins, già
designer e artefice della Desmosedici MotoGP, che ne ha curato lo sviluppo
aerodinamico finalizzato all’ottenimento di un handling ottimale. La moto si
ispira completamente alla moto da gara, ovvero alla Ducati Desmosedici GP6,
da cui ne eredita la tecnologia e l’aggressività delle sue linee. La moto è
dotata di un cruscotto elettronico multifunzionale con indicatore LCD,
sviluppato in collaborazione con Ducati Corse, lo stesso che equipaggia la
moto da gara di quest’anno, ovvero la Desmosedici GP7.
Questa soluzione puramente racing e minimalista di Digitek non prevede
interruttori ne’ pulsanti che ne contaminino la linearità. Oltre ad un ampio
LCD, che consente una facile lettura di sei grandezze contemporaneamente, il
cruscotto prevede un ricco menù di funzione, selezionabile dal communtatore
sinistro.
Abilitando il sistema Ducati Data Analyser (DDA) il pilota sarà in grado di
acquisire fino a 3 ore (2 MB) di dati relativi a: velocità, rpm, percentuale
apertura farfalla, temperatura motore, km totalizzati, tempo su giro e
successivamente analizzarli per valutare le proprie prestazioni ottenute con
la Desmosedici.
Lo sviluppo della moto ha potuto contare sulla preziosa collaborazione di
Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale di Ducati Corse che, con le sue
doti di guida e centinaia di ore in pista, ha dato un contributo
fondamentale all’evoluzione del progetto.
La nuova Ducati Desmosedici RR utilizza per la prima volta un telaio ibrido
realizzato con un traliccio di tubi in acciaio saldati (ALS 450) abbinato a
piastre fresate dal pieno con geometrie del tutto simili a quelle della
Desmosedici GP6.
Questa struttura, caratterizzata dal collegamento diretto tra il cannotto di
sterzo e le teste, assicura un’ottimale rapporto tra rigidezza e peso,
conciliando maneggevolezza e precisione di guida.
Al telaio verniciato in rosso, si collega il telaietto reggisella realizzato
in fibra di carbonio. Si tratta di una struttura portante in materiale
composito con speciali resine epossidiche resistenti alle alte temperature,
scelto per avere contemporaneamente la massima leggerezza e la massima
rigidezza: si tratta, anche in questo caso, di una soluzione normalmente
utilizzata solo nelle moto da corsa.
La Desmosedici RR utilizza un nuovo forcellone scatolato in lega di
alluminio, infulcrato direttamente sul basamento. La geometria e le
soluzioni tecnologiche di questo componente derivano direttamente dalla
MotoGP, e conferiscono alla moto elevate doti di trazione, ottimale
distribuzione dei pesi, oltre ad un’ottimale rapporto rigidezza/peso.
La Ducati Desmosedici RR si avvale di un comparto sospensioni arricchito di
tutta la componentistica tecnicamente più evoluta.
Lo schema della sospensione posteriore è quello della GP6, con
ammortizzatore fissato superiormente al forcellone e influcrato
inferiormente su un bilanciere, a sua volta incernierato al basamento.
L’avantreno è equipaggiato con una forcella Öhlins FG353P pressurizzata (PFF)
a steli rovesciati da 43mm di diametro, con trattamento superficiale TiN
sugli steli. La forcella, direttamente mutuata dal mondo delle competizioni,
oltre alla caratteristica esclusiva della pressurizzazione che garantisce un
funzionamento ottimale nella guida in pista, è ovviamente regolabile nel
freno idraulico in compressione e in estensione e nel precarico molla.
Öhlins è anche il monoammortizzatore posteriore, dotato di regolazione del
freno idraulico alle alte/basse velocità in compressione, oltre che in
estensione; la regolazione del precarico molla avviene ruotando un registro
sul torchio idraulico coassiale all’ammortizzatore, per una regolazione
facile e precisa.
Per la prima volta in una moto di produzione Ducati vengono utilizzate delle
ruote Marchesini forgiate in lega di magnesio a sette razze con lo stesso
disegno di quelle della GP6, per minimizzare peso e momento d’inerzia a
favore della maneggevolezza e della risposta delle sospensioni.
Con l’obiettivo delle massime prestazioni in pista, Ducati e Bridgestone
hanno sviluppato degli speciali pneumatici per la Desmosedici RR. Questi
pneumatici, con intaglio, struttura e profilo dedicato, consentono di
scaricare a terra tutta la potenza erogata dal nuovo quattro cilindri.
Tra i numerosi elementi racing che arricchiscono l’allestimento di questa
supersportiva e contribuiscono ad accrescerne la grinta estetica e
l’efficacia tecnica non passa certo inosservato l’impianto frenante Brembo.
All’anteriore la Desmosedici RR è dotata di una nuova coppia di pinze freno
monoblocco ad attacco radiale e 4 pistoncini da 34 mm: la tecnologia
monoblocco, fino ad oggi utilizzata solo per le pinze racing, consente di
aumentare la rigidezza della pinza e quindi la prontezza della frenata;
l’impianto anteriore è completato da una pompa radiale con leva snodata
antirottura e dispositivo remote adjuster, che consente di trovare la giusta
posizione della leva freno durante la guida in pista. I due dischi freno
anteriori sono semiflottanti con fascia frenante in acciaio da 330 mm di
diametro per 5 mm di spessore. L’impianto freno posteriore Brembo è composto
da una pinza a due pistoncini contrapposti da 34 mm di diametro che lavora
su un disco fisso da 240 mm.
L’impianto di scarico della Desmosedici RR è stato appositamente studiato
per garantire la massima potenza e al tempo stesso assicurare il piacere di
guida su strada. E’ notevolmente leggero ed è stato progettato secondo una
configurazione 4-2-1, con diametro dei collettori di 42mm e spessore delle
pareti 0,8mm in acciaio AISI 309. L’impianto è dotato di valvola pass-by e
termina con un silenziatore interno al codone caratterizzato da due bocche
d’uscita che permettono l’emissione dei gas verso l’alto. Nella parte
superiore del codone è integrato un cover in carbonio ceramico, ovvero lo
stesso materiale impiegato nei camini di scarico delle monoposto di Formula
Uno.
La moto verrà commercializzata con uno speciale kit comprensivo di
scarico racing (102dB), che riduce le masse
sospese e esalta la potenza del motore, centralina dedicata, telo coprimoto
e cavalletto posteriore.
La moto sarà disponibile in due diverse versioni colore: Desmosedici RR,
caratterizzata dalla colorazione Rosso GP e dalla presenza di una tabella
porta numero bianca sul codone; Desmosedici RR “Team Version”, sempre di
colore Rosso GP caratterizzata dalla banda bianca laterale, come la moto da
gara. Inoltre verrà distribuito assieme ad ogni moto un kit adesivi degli
Sponsor 2006 del Ducati Team.
Inoltre per questo esclusivo modello Ducati è stato ideato un nuovo piano di
manutenzione dedicato, grazie al quale ogni possessore di
Ducati Desmosedici RR usufruirà di una garanzia e di
un’assistenza gratuita entrambe della durata di tre anni.

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MAXI SCHERMO IN DUCATI PER ASSISTERE AL
GP DEL GIAPPONE
Domenica scorsa, in occasione del GP del Portogallo, oltre 300 Ducatisti
(tra dipendenti e tifosi) si sono ritrovati spontaneamente presso
l’auditorium della fabbrica di Borgo Panigale per vedere tutti insieme la
gara di Estoril, sperando di poter già festeggiare il titolo iridato
di Casey Stoner e della sua Desmosedici. Il passaparola ha portato
davanti ai cancelli della fabbrica una folla inattesa e per molti non è
stato possibile entrare, in quanto la capacità della sala era limitata.
Gabriele Del Torchio, Amministratore Delegato di Ducati - in prima fila in
auditorium già domenica scorsa per il GP del Portogallo - ha deciso, di
conseguenza, di aprire ufficialmente i cancelli dell’azienda e di permettere
ai tantissimi tifosi delle “Rosse di Borgo Panigale” di seguire il GP di
Motegi da un maxi-schermo. La struttura verrà allestita nel parcheggio dello
stabilimento, capace di ospitare i tifosi e le loro moto, offrendo la
possibilità di vivere insieme la gara in diretta.
I cancelli della fabbrica apriranno a partire dalle ore 6.00 del mattino,
mentre la partenza della gara è prevista alle 7.00, ora italiana.
Facile prevedere una grande affluenza di pubblico e di appassionati
provenienti da ogni parte d’Italia. Già domenica scorsa molti club avevano
raccolto il passaparola e si erano presentati in moto arrivando da tutta la
regione, ma anche da Veneto, Lombardia, Toscana, Friuli, Trentino e
addirittura dalla Svizzera.
Difficile prevedere il risultato della gara; comunque vadano le cose, come
già avvenuto domenica scorsa, l’occasione rappresenterà un’opportunità di
incontro per la fedelissima e compatta community ducatista e per quanti
vorranno condividere ansia, speranza e passione e, in caso, poter un giorno
con orgoglio affermare: “Io c’ero!”…
A completare il passaparola ci penserà il sito Ducati www.ducati.it, dove
all’indirizzo
www.ducati.com/it/company/trovaci/bycar.jhtml è possibile trovare tutte
le indicazioni necessarie per raggiungere l’azienda di Borgo Panigale.

VAI A: FOTO MOTO ITALIANE
LORIS
CAPIROSSI SPLENDIDA VITTORIA A MOTEGI, CASEY STONER CAMPIONE DEL MONDO 2007
Domenica 23 settembre 2007
Il Ducati MotoGp Team oggi ha vissuto una grande giornata a Motegi dove
Casey Stoner ha conquistato il primo titolo iridato in MotoGP per la Ducati
e Loris Capirossi ha trionfato in una gara difficile e insidiosa. Questo
fantastico successo ha scatenato la gioia nel box del Ducati MotoGp Team,
negli oltre 1000 appassionati che hanno assistito alla gara davanti al maxi
schermo nel piazzale della fabbrica di Borgo Panigale con Gabriele Del
Torchio in prima fila, e in tutto il popolo ducatista.
Il fuoriclasse australiano doveva finire davanti a Rossi per potersi
aggiudicare il titolo con tre gare di anticipo ed è esattamente ciò che ha
fatto, finendo in sesta posizione dopo aver guidato la gara nelle prime
fasi. Una gara che non avrebbe potuto essere più snervante di così: è
cominciata con la pista sufficientemente bagnata da spingere i piloti a
partire con gomme da pioggia costringendo successivamente tutti a rientrare
per cambiare moto mentre l'asfalto inesorabilmente si asciugava. Capirossi è
stato tra i primi a decidere di rientrare ai box, al nono giro, e la sua
strategia vincente gli ha consentito di aggiudicarsi la vittoria per il
terzo anno consecutivo in casa giapponese. Stoner ha cambiato moto al
quattordicesimo giro e, tagliando il traguardo davanti a Rossi, tredicesimo,
è diventato il secondo più giovane pilota della storia a vincere il titolo
iridato dopo la leggenda americana Freddie Spencer. Stoner finora quest'anno
ha vinto otto gare, ha conquistato altri tre podi e cinque pole position.
CASEY STONER, 6°, 2007 MotoGP World Champion con 297 punti
"In questo momento provo una sensazione quasi irreale. Faccio fatica a
trovare le parole e non riesco a pensare a niente che si possa paragonare a
quello che sto vivendo. Penso che comincerò davvero a capire cosa è successo
questa sera o domani. La gara è cominciata bene tanto che sono riuscito a
portarmi subito avanti. Il feeling con la moto era buono, ero soddisfatto
della mia posizione ma poi le mie gomme da pioggia hanno cominciato a
consumarsi mano a mano che l'asfalto si asciugava e Valentino (Rossi) e Dani
(Pedrosa) mi hanno passato. Non sapevo se rientrare o no, poi la mia squadra
mi esposto il cartello "BOX" e quindi mi sono sentito più tranquillo nel
prendere questa decisione. Quando sono ripartito c'era qualcosa che non era
perfettamente a posto nell'ammortizzatore di sterzo, la moto non mi
permetteva di piegare bene in curva e quindi ho dovuto rallentare. Un po'
alla volta ho trovato il mio ritmo mentre Valentino ha avuto un problema.
Verso la fine una serie di pensieri ha cominciato a girarmi per la testa
quindi mi sono concentrato al massimo in quello che stavo facendo perché
volevo portare a casa il risultato per la mia squadra. Tutto questo al
momento è travolgente perché non mi aspettavo di vincere il titolo oggi. Ci
sono tante persone da ringraziare a partire dai miei genitori che mi sono
sempre stati vicino e che mi hanno sempre sostenuto durante tutta la mia
carriera, mia moglie Adriana che mi è stata accanto in questi ultimi anni e
tutti coloro che mi hanno aiutato lungo il cammino che mi ha portato fin
qui: la Ducati, tutta la mia squadra, i tecnici della Bridgestone. Grazie a
tutti, ce l'abbiamo fatta!"
LORIS CAPIROSSI, vincitore, 7° in classifica con 130 punti
"Questo fine settimana abbiamo faticato tantissimo e solo ieri siamo
riusciti a trovare un set up migliore. Quando questa mattina mi sono
svegliato e ho visto che pioveva mi sono detto: "Uau, sarà una giornata
dura". Non sapevamo bene che gomme usare quindi abbiamo cominciato con
pneumatici da pioggia, medi. I primi giri sono stati difficili quindi ho
deciso di rientrare molto presto. La mia tattica è stata di sicuro la
migliore perché mi ha permesso di vincere qui per la terza volta
consecutiva. E' un bel momento per me. E' un grande giorno anche per Casey,
per la Ducati e per il team. Voglio fare le congratulazioni a Casey, è un
pilota fortissimo e io sono davvero contento per lui".
GABRIELE DEL TORCHIO, CEO Ducati Motor Holding
"Questa vittoria, oltre al grande valore strategico che riveste, è la
migliore dimostrazione dell'eccellenza Ducati. E' il trionfo
dell'intelligenza italiana, dei suoi talenti, delle sue competenze e di
quella genialità che è patrimonio assoluto del nostro paese. Un traguardo
importantissimo e significativo, a 34 anni di distanza dall'ultimo titolo
mondiale vinto da una casa motociclistica italiana nella massima categoria,
che permette ad un altro grande sogno di diventare realtà. Stiamo parlando
di una grande impresa realizzata grazie all'impegno, al coraggio e allo
sforzo collettivo di un campione come Casey, di tutti i progettisti i
tecnici gli ingegneri, i membri del Team, gli sponsor e di tutta l'azienda
che ha dato il suo contributo con passione e competenza, per poter
raggiungere il successo ottenuto quest'oggi. Un successo confermato e
amplificato dal primo posto di Loris Capirossi, al quale va un grazie
particolare per il grande lavoro svolto in questi cinque anni. La gioia e
l'orgoglio di poter vivere questo storico risultato ripagano gli sforzi
profusi e non possono che stimolarci verso altri traguardi così importanti e
significativi, sia sportivi che commerciali."
CLAUDIO DOMENICALI, Ducati Corse CEO/Ducati Motor Holding product director
"E' un sogno che si avvera, una sensazione splendida, fantastica. Non ho
veramente parole per ringraziare tutti i ragazzi che hanno contribuito a
rendere possibile raggiungere questo traguardo eccezionale, che dimostra
come l'Italia sia oggi un paese in cui passione e talento possano essere
messe in luce anche in campi tecnologicamente avanzati e industrialmente
complessi. E' certamente un motivo di orgoglio per tutti gli Italiani, per
la preparazione dei nostri tecnici e la qualità delle nostre Università, e
un segno per guardare al futuro ed alla globalizzazione con un pizzico di
ottimismo in più."


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SALONE DI PARIGI 2007
in occasione del Salone di Parigi 2007, Ducati svela due novità della
prossima stagione: dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto
con la Hypermotard nella classica colorazione Rosso Ducati, la Casa
bolognese decide di proporre per l’anno 2008 un’aggressiva ed ancor piu'
bella livrea nera.
Contemporaneamente a questa novità, viene presentato il Monster S4Rs, in una
celebrativa, stupenda, veste Tricolore.

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